29 maggio 2008

Come si può dimenticare così in fretta?
Sento dire che la vita è così, che è normale stare male ..ma che forse è ora di smetterla, e di andare avanti.
Dopo due mesi??
Come può quella gente non aver chiesto nemmeno una foto della propria madre?
Sono ossessionata dai pensieri, dai ricordi, dalla mancanza.
Guardo fuori e mai come in questo periodo odio il sole. All'idea che arrivi il caldo odio anche l'estate.. con cui, in realtà non ho mai avuto un gran rapporto.
Durante la degenza della nonna, mentre tutto rotolava via veloce, in un'escalation inimmaginabile di eventi, ho visto molte cose.
E ho capito.
Ho capito l'importanza degli affetti veri, lo stare insieme accorato, l'amore di una figlia e l'abnegazione senza condizioni.
E la dolcezza infinita nel vestire per l'ultima volta la propria madre.
Il rispetto e il senso del dovere.
Sono fiera della mia famiglia, di mia madre, della sua bontà d'animo, del suo spirito di sacrificio.
La ringrazio per avermi dato quanto di più importante ci possa essere: l' ESEMPIO. Non le parole decantate qua e là, ma i fatti, i gesti.

In questi giorni sto leggendo "Non ho peccato abbastanza", un' antologia di poetesse arabe contemporanee.. sfogliando a caso le pagine ho trovato questa:



CORDONE OMBELICALE

Mia madre portò dal deserto
una corda di sabbia
che legò al mio ombelico.
Non importa quanto lontano io vada
sono come un secchio
che cerca invano di raccogliere la luna
riflessa nello specchio d'acqua
in fondo a un pozzo.


Fawziyya Abu Khalid

Che bella..





Oggi vorrei tanto spegnermi, premere turn off, mettermi a letto e starci tutto il giorno.
Per dormire, e non pensare.
Sarebbe così bello se ogni tanto potessi non pensare.
Risolverebbe un sacco di magagne.
Sì, a volte vorrei non pensarti nonna.
Dove sei? Mi sei vicina lo stesso o è solo una speranza vana la mia? E' da due mesi che non ti vedo più.. e devo essere onesta: non pensavo fosse così difficile. Non mi sento più la stessa.
Credo di non esserlo più.
Mi manchi.
Tremendamente.


21 maggio 2008



Colazione alla Scuderia con un'amica.. e le cose, anche se per poco, sembrano essere tornate quelle di sempre..
Parole, quante parole..
Io ascolto, mi piace farlo.. senza preconcetti, con empatia e buona disposizione d'animo.
In questi anni, qui a Bologna, ho avuto la fortuna di incontrare tanta gente diversa: una cosa che le accomuna è sicuramente il loro bisogno di essere ascoltate.
Ho capito, non subito (ahi ahi ahi), quanto sia importante ascoltare.. senza necessariamente parlare. Proprio così.. non necessariamente devi dire la tua a tutti i costi. A volta basta ascoltare, senza portare i tuoi esempi, senza ergerti a giudice...








1 maggio 2008


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